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Visita Iglesias

La cittadina di Iglesias è un vero gioiello incastonato tra i rilievi montuosi del Marganai e le suggestive e selvagge coste sud-occidentali della Sardegna, che in passato furono crocevia di genti provenienti da tutt’Europa.

Il passato di Iglesias è ricco di testimonianze materiali che vanno dall’epoca preistorica fino alla recente storia mineraria. Nella seconda metà dell’Ottocento, infatti, si moltiplicarono i permessi di ricerca e di estrazione per i più svariati minerali, si creò una maestranza numerosa e competente, si perfezionarono gli impianti e l’attrezzatura secondo i più moderni dettami della tecnica, che favorirono la nascita di nuove imprese. In pochi decenni con l’industria mineraria la Sardegna riuscì a conquistare un rilievo di livello internazionale ed Iglesias cominciò ad attirare nuovi investimenti. Molte famiglie italiane, belghe e francesi, tra cui i Boldetti, i Ciarella e i Modigliani – questi ultimi parenti del celebre pittore – decisero di investire nelle concessioni minerarie e nell’agricoltura, al punto che, nella seconda metà dell’Ottocento, la popolazione arrivò a ventimila abitanti.

Del resto, il passato minerario di Iglesias era ben noto fin dall’epoca dei cartaginesi e successivamente dei romani che occuparono le zone costiere, attratti dalla grandissima quantità di ricchezze minerarie. Risalgono a questo periodo le citazioni che parlano di Metalla, la favolosa città perduta, forse al confine tra Iglesias e Fluminimaggiore, sito principale di estrazione mineraria nel territorio. La ricchezza di risorse metallifere, in particolare piombo argentifero, è valso ad Iglesias la denominazione di “città dell’argento”. Le ricchezze minerarie erano fondamentali per lo sviluppo economico e anche per quello militare e da sempre il compito di calarsi nelle viscere della terra fu affidato agli uomini dal livello sociale ed economico più basso, che all’epoca dei romani erano definiti “damnatio ad metalla”, condannati alla miniera.

Cosa vedere ad Iglesias: il centro storico, le mura e le chiese

Il centro storico di Iglesias si sviluppa attorno alla piazza del Municipio che, sebbene la città sia cresciuta notevolmente negli ultimi due secoli, ha conservato integra l’impostazione medievale delle principali città italiane ed europee, che la vide baricentro della vita politica, sociale e religiosa.

Le due funzioni principali collegate alla piazza – quella civica, rappresentata dal Palazzo Municipale, e quella religiosa, rappresentata dalla Cattedrale di Santa Chiara e dal Palazzo Vescovile – si sono mantenute stabili fino alla fine dell’Ottocento.

Ancora oggi, infatti, la piazza è delimitata dai principali edifici del potere cittadino: la Cattedrale di Santa Chiara, il Palazzo Vescovile, il Palazzo Comunale e alcuni palazzi privati.

La Cattedrale di Santa Chiara fu eretta tra il 1284 ed il 1288, durante la signoria di Ugolino della Gherardesca conte di Donoratico, il famoso Conte Ugolino della Divina Commedia.

L’attuale edificio rappresenta una testimonianza efficace della transizione dal romanico al gotico in chiave isolana. Già interessata da alcuni interventi nel corso della dominazione aragonese, fu notevolmente modificata dopo il 1503, quando assurse al ruolo di cattedrale a seguito del trasferimento della diocesi di Tratalias. Ancora oggi è l’unica cattedrale dedicata alla Santa di Assisi.

Il Palazzo Civico fu edificato nel 1781-82 sul luogo in cui precedentemente insisteva una modesta Casa del Comune di epoca tardo-medievale che ospitava anche il Monte Granatico. Con il crescere delle necessità burocratiche relative all’espansione dell’industria mineraria, il consiglio comunale deliberò la costruzione di un nuovo palazzo che sostituisse quello precedente.

Il Palazzo Vescovile ha il suo prospetto principale affacciato sulla piazza, ma si estende sulle attuali via della Decima, vico delle Carceri e via Pullo. Il vescovo di Sulci è attestato a Iglesias già dal XIV secolo, quando la sede ufficiale della diocesi era ancora Tratalias, ma non si sa dove avesse la sua residenza. Nel corso del Settecento, con l’arrivo dei Savoia, si decise di costruire un palazzo improntato sulle linee del barocchetto piemontese, che subì numerosi rifacimenti nel corso dell’Ottocento, adattandosi all’estetica neoclassica.

Dalla piazza dedicata al conte Ugolino della Gherardesca parte il circuito di mura sopravvissuto all’urbanizzazione moderna. Da questo punto le mura arrivavano fino alla chiesa di Santa Maria di Valverde, inglobando al loro interno anche il castello di San Guantino o di Salvaterra, dal nome del colle omonimo sul quale sorge. Il circuito iniziale delle mura era molto robusto e ben congegnato, al punto che, come fu per la rocca del quartiere castello a Cagliari, solo fame e malaria riuscirono ad espugnarlo.

Nonostante i successivi ampliamenti dello sviluppo urbano ne abbiano inglobato parecchi tratti all’interno di abitazioni private, le parti visitabili mantengono la caratteristica massiccia delle fortificazioni militari medievali: una serie di facciate cieche realizzate in pietrame misto disposto in corsie orizzontali per creare una disomogeneità che garantiva grande resistenza agli attacchi.

Intervallate da 23 torri, si potevano superare solo attraverso le quattro porte, oggi presenti soltanto nei toponimi: Porta Maestra o San Sebastiano, situata frontalmente alla strada per Castel di Castro (Cagliari), Porta Castello, in corrispondenza della chiesa di Santa Maria di Valverde, Porta Sant’Antonio verso la strada per Flumini Maggiore e Porta Nuova sulla strada per Gonnesa.

Il castello di San Guantino sorge sul colle Salvaterra e oggi custodisce un interessante museo dedicato alle torture e alle armi medievali, proponendo un allestimento curato e la possibilità di essere fruibile anche alle persone con difficoltà motoria e diversamente abili.

La chiesa di San Francesco è uno tra gli esempi meglio conservati di architettura gotico-catalana del XVI secolo.

La facciata a capanna è molto semplice, caratterizzata da un portale archiacuto, un rosone racchiuso da cornici modanate e,  più in alto, da una mensola su cui poggia una scultura in marmo che rappresenta la Vergine incinta, tema iconografico ripreso anche all’interno nel retablo di Antioco Mainas.

L’austerità della facciata si contrappone alla vivacità decorativa dell’interno che, pur mantenendo la sobrietà tipica degli edifici francescani, presenta diverse peculiarità, tra cui iscrizioni e stemmi, pilastri a fascio con capitelli riccamente scolpiti, volte a crociera con gemma pendula e numerosi dipinti.

I dintorni: spiagge e miniere

I dintorni di Iglesias sono un vero e proprio universo da esplorare. Proprio da Iglesias inizia il cammino minerario di santa Barbara: 400 chilometri di strade e sentieri da percorrere a piedi o in mountain bike, alla scoperta di scorci incantevoli e storia millenaria. 

Oggi le miniere sono patrimonio d’archeologia industriale del Parco Geominerario della Sardegna, di cui fa parte anche il museo dell’Arte Mineraria, ospitato nell’istituto Giorgio Asproni, palazzo in stile Liberty nei pressi della chiesa di San Francesco, e il museo delle Macchine.

Nei dintorni meritano una visita la Miniera di Monteponi, uno dei più importanti impianti estrattivi d’Italia, e il piccolo paesino di Nebida, antico villaggio minerario che conserva ancora oggi pozzi, gallerie, pontili e case dei minatori, che ha il suo fiore all’occhiello nel bellissimo belvedere sospeso sui ruderi della laveria Lamarmora.

A poca distanza si trovano anche la suggestiva spiaggia di Masua e la Miniera di Porto Flavia, avveniristica e rivoluzionaria opera d’ingegneria mineraria che permetteva l’imbarco diretto dei minerali, che conserva una galleria di 600 metri a strapiombo sul mare.

Accanto spiccano le meraviglie del litorale iglesiente: la lunga spiaggia di Porto Paglia, i faraglioni di Masua Pan di Zucchero, monumento naturale alto 132 metri forgiato dal tempo, la spiaggetta di Porto FlaviaCanal Grande di Nebida, che si stagliano su un mare blu e verde smeraldo.

Cosa mangiare/eccellenze

A Iglesias si mangia bene e l’ospitalità diffusa è capace di accontentare tutti! Sono tanti i ristoranti che offrono piatti tipici a base di carne e pesce, e di recente sono nate diverse realtà che offrono soluzioni gourmet applicate alla piccola e grande ristorazione.

Tra i piatti tipici “su mustatzeddu de tamatiga”, una focaccia con pomodoro, aglio, origano e basilico. Tra le carni si consumano soprattutto l’agnello, presente sia nelle ricette in umido sia all’interno della tradizionale “panada” con carciofi, piselli, patate e pomodoro secco. Tra i piatti a base di pesce, invece, il tonno regna sovrano, insieme al muggine e ai frutti di mare serviti con la “fregula” o “is maccaronis de busa”, “malloreddus” e ravioli.

Gli eventi e le tradizioni principali

Tra gli eventi imperdibili ad Iglesias ci sono senz’altro le processioni legate ai riti della Settimana Santa, fortemente partecipati da tutti i cittadini e gestiti dall’ arciconfraternita della Vergine della Pietà del Santo Monte, riconosciuta dal Papa nel XVII secolo. Le processioni si svolgono dal martedì al venerdì che precedono la Pasqua, con la suggestiva Processione dei Misteri il martedì santo.

Protagonisti delle processioni sono “is babballotis”, antiche figure di penitenti vestiti con un saio bianco che affollano le strade del centro storico e animano le processioni replicando un retaggio culturale che deriva dal lungo contatto con le tradizioni iberiche. Assai suggestive sono anche la Processione dell’Addolorata il giovedì santo e le due processioni del Monte la mattina del venerdì santo e quella del Descenso che si svolge in serata.

Shopping in città

Lo shopping ad Iglesias si fa tra le principali vie del centro storico: nel suggestivo Corso Matteotti, dominato dai profili degli eleganti edifici in stile Liberty, sono presenti negozi di abbigliamento, calzature e accessori di piccole e grandi marche.

Per gli amanti dello shopping gastronomico, da non perdere è una visita al Mercato Civico di via Gramsci, che offre eccellenze gastronomiche e prodotti locali freschissimi. Presenti nel centro storico sono anche forni e pasticcerie tipiche, dove è possibile acquistare anche vini, paste fresche ed altri prodotti della gastronomia.

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