Visita Fluminimaggiore

Fluminimaggiore è un piccolo borgo di tremila abitanti, tra i più belli dell’Igelsiente, disteso nella valle del rio Mannu, il fiume che scorre dentro il paese e metteva in comunicazione il Mulino ad acqua Zurru-Licheri e le vicine Miniere di Su Zurfuru.

La prima notizia storica dell’esistenza del paese, chiamato allora “Flumenmajor”, risale al 1272 nel “Codex Diplomaticus Sardiniae”, esistenza confermata da altri documenti del 1336 dell’Archivio di Aragona, e del 1421. In quest’ultima data, in particolare, il feudo di Fluminimaggiore fu concesso al visconte di Gessa da parte del re Alfonso d’Aragona. Attorno al 1650 il borgo fu distrutto da un’incursione barbaresca, per poi essere abbandonato. Il nuovo borgo fu ricostruito il 22 Aprile 1704, nella posizione in cui si trova attualmente, più lontano dal mare, grazie alla volontà delle famiglie Maccioni, Pinna e Serpi provenienti da Terralba, le quali volevano sfruttare la ricchezza delle foreste e le caratteristiche favorevoli del suolo. Da questo momento lo sviluppo fu rapido, favorito dai raccolti e dalla legna da ardere per ottenere il carbone. La borgata agricola, a partire da fine XIX secolo, si convertì in un florido centro di supporto all’attività estrattiva. 

Nel 1860, infatti, si ebbe un ulteriore impulso con l’inizio dell’estrazione mineraria. Nei primi anni del 1900, Flumini e Buggerru, con la presenza di sindacalisti famosi come Cavallera e Battelli, entrarono nel vivo delle rivendicazioni operaie che culminarono con i fatti di Buggerru del Settembre 1904. Nel 1914 lo stesso Battelli divenne Sindaco di Fluminimaggiore. Ancora oggi, sebbene l’antropizzazione abbia modificato in parte il paesaggio, il territorio è ricco di boschi che si dipartono dalle pendici del monte Linas e discendono verso la costa con paesaggi stupendi. Nel litorale si susseguono varie cale: Guardia is Turcus, sa Perdixedda Manna e sa Perdixedda Pittica e la frazione turistica di Portixeddu, distante dieci chilometri dal paese. La lunga spiaggia, tagliata a metà dalla foce del rio Mannu, è di sabbia fine color ocra, delimitata da una scogliera con piscine naturali, che si immerge nel mare cristallino. 

Cosa vedere a Fluminimaggiore: il centro storico e i murales

Il centro storico di Fluminimaggiore si caratterizza per la tipica conformazione dei borghi minerari. Tra i luoghi di maggior importanza il vecchio Mulino ad acqua Zurru-Licheri, che oggi ospita il museo etnografico. Le sue macine sono ancora perfettamente funzionanti, nonostante siano passati quasi tre secoli dalla realizzazione, e al suo interno una pregevole collezione di manufatti in parte donati dalla popolazione racconta oltre 300 anni di cultura, società e vita contadina. L’esposizione museale interna si compone di dieci ambienti che spaziano dagli antichi mestieri, soprattutto quelli legati alle attività agricole più importanti come la vinificazione, la produzione dell’olio e la coltivazione e macinazione del grano e dei cereali. A questi si affiancano anche alcune ricostruzioni di ambienti legati alla vita domestica, tra cui cucine e camere da letto. 

Il centro storico di Fluminimaggiore è importantissimo anche per i suoi murales, che spaziano dai temi sacri dei riti e delle feste religiose a quelli profani e di natura politica. Sul finire degli anni Sessanta e per tutti gli anni Settanta e Ottanta, in relazione alle esperienze di San Sperate e Orgosolo, anche Fluminimaggiore fu molto partecipe nella rivoluzione sociale e politica italiana e internazionale allora in atto e un gruppo di attivisti fondò il “Circolo pacifista”. Nei primi anni ’80 nacque poi “Radio Arancio” e le due attività attirarono l’attenzione di moltissime persone impegnate: fu allora che si formò il Gruppo dei Murales e cominciò la decorazione dei muri della cittadina. I murales esprimono dissenso e denuncia politica relativamente a numerose problematiche della Sardegna, tra cui le lotte sindacali, gli scioperi, la vita in miniera, il precariato, e così via, fino alla salvaguardia e valorizzazione delle tradizioni del fluminese, tra cui feste e riti, mestieri e situazioni della vita quotidiana, fino alla rappresentazione dei paesaggi locali, in particolare quelli delle miniere. 

Aree verdi, parchi e siti archeologici

A pochi chilometri dal centro abitato si trovano numerose aree di interesse archeologico e naturalistico. Dai resti di un antico insediamento nuragico nella Valle di Antas, si raggiungono le rovine dell’antico tempio punico di Syd, poi dedicato al Sardus Pater Babbai in epoca romana, unico esempio superstite in Sardegna di architettura templare. Da qui, immersi in uno scenario naturalistico di grande pregio ambientale, a circa due chilometri a piedi si trovano le fiabesche grotte di su Mannau, un complesso carsico scolpito dalla natura 540 milioni di anni fa. In estate in questo scenario va in scena Antas Music Festival. 

Tra il centro abitato e la Valle di Antas, seguendo il percorso del rio Mannu, si incontrano le Miniere di Su Zurfuru, eccellente esempio di recupero archeologico industriale e salvaguardia della memoria storica della vita mineraria. 

Cosa mangiare/eccellenze 

Fluminimaggiore condivide con i principali centri del Sulcis alcuni piatti tipici debitori alla cucina araba, diventati ormai una cifra distintiva della Sardegna sud-occidentale, come il “cascà”, una sorta di cous-cous tunisino semplice e povero a base di ceci, cavolfiore e altre verdure di stagione, talvolta arricchito con carne di maiale. Un altro piatto tipico sono i ravioli di ricotta dalla classica forma a quadrato, anche questi diffusi in tutta la Sardegna meridionale. Una menzione speciale meritano il cinghiale cucinato in umido con spezie ed erbe del territorio, tra cui le bacche di ginepro, e il tonno con le fave.

Ma non solo: di recente il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha assegnato a ben 3 prodotti del Fluminese il bollino PAT (prodotti agroalimentari tradizionali). Si tratta del “casu cottu”, tipico formaggio cotto, tradizionale del periodo di Pasqua, il fagiolo bianco e il grano turco bianco.

Gli eventi e le tradizioni principali

Fluminimaggiore è nota per alcuni eventi folkloristici molto sentiti. Tra questi i fuochi di sant’Antonio abate il 16 gennaio, i riti della Settimana Santa e feste di sant’Antonio da Padova (giugno) e santa Maria Assunta (agosto).

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