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Le “tre Inquisizioni”: dal Medioevo all’Età Moderna

Spesso si parla di Inquisizione in modo generico, riferendosi a quell’atteggiamento ostile da parte della Chiesa nei confronti di eretici e miscredenti. In altre parole, si considera l’Inquisizione come un fenomeno sociale e politico contestualizzato nell’Europa del Medioevo e della prima Età Moderna.

Nella storia, però, si sono succedute tre inquisizioni, accomunate dalla medesima impostazione repressiva e punitiva (un elemento comune, ad esempio, è la tortura), ma differenti per scopi e procedure.

La prima fu istituita da papa Gregorio IX nel 1231 per combattere l’eresia dei Catari o Albigesi diffusasi nella Francia meridionale e nell’Italia Settentrionale. Tuttavia a Papa Gregorio IX si deve l’istituzione dei primi tribunali, ma l’Inquisizione può essere fatta risalire storicamente a Papa Lucio III che, nel 1184 in occasione del Sinodo di Verona, promulgò la bolla “Ad Abolendam”. Il decreto fu emanato per combattere l’eresia e stabilì il principio – sconosciuto al Diritto Romano – secondo il quale, anche in assenza di testimoni, si poteva essere accusati e subire un processo. La norma venne poi ribadita nel IV Concilio Lateranense del 1215, il quale istituì delle “procedure d’ufficio” per combattere l’eresia. Secondo quanto stabilito dal Concilio era sufficiente un semplice sospetto o una delazione per iniziare un processo; inoltre, chi era a conoscenza di una eresia o presunta tale e non denunciava il fatto era considerato anch’egli responsabile e perciò sottoposto al medesimo giudizio. In questa stessa sede si stabilì, inoltre, che era un preciso compito del vescovo (o di un suo delegato) scovare gli eretici. Da qui il termine “inquisire”, che significa, appunto, “andare in cerca di”.

I Catari cacciati da Carcassonne nel 1209 in una miniatura medievale

Le prescrizioni di Papa Lucio III furono accolte anche dai pontefici successivi Innocenzo III, Onorio III e, come anticipato, Gregorio IX, il quale fu di fatto il primo ad adoperarsi concretamente per la creazione dei tribunali. Ad egli si deve anche l’investitura del ruolo di “inquisitores” ai frati dell’Ordine Domenicano.

Una nuova Inquisizione fu quella cosiddetta spagnola, istituita nel 1478 da Sisto IV su richiesta di Isabella di Castiglia detta “la cattolica”. L’Inquisizione Spagnola dipendeva dalla corona di Spagna e il suo principale protagonista fu il terribile monaco domenicano Thomas de Torquemada che si impegnò affinché venissero espulsi dalla Spagna tutti i musulmani e gli ebrei ivi residenti. L’Inquisizione Spagnola fu attiva in tutti i territori sottoposti alla corona spagnola, tra cui la Sardegna, dove il tribunale del Sant’Uffizio fu istituito nel 1492 e, tra i compiti designati, aveva il principale obiettivo di combattere la stregoneria. Rispetto alla prima Inquisizione, detta più propriamente “Inquisizione medievale”, quella spagnola prevedeva una procedura punitiva pubblica articolata e complessa che andava oltre il semplice giudizio del tribunale. Tale procedura era chiamata “autodafè”.

Francisco Goya, Inquisizione

Infine l’Inquisizione romana, simile a quella spagnola, fu organizzata da papa Paolo III nel 1542 per combattere luterani e calvinisti. Con la bolla “Licet ab initio” il papa intendeva dare piena attuazione a quanto sarebbe stato poi pienamente sancito durante il Concilio di Trento. L’azione dell’Inquisizione romana si limitò quasi esclusivamente all’Italia centro-settentrionale giacché, al momento della sua istituzione, in Spagna (dal 1478) e Portogallo (dal 1536) esistevano già le Inquisizioni “nazionali”, strutturate, efficienti ed integrate nei rispettivi sistemi monarchici.

Nel 1532 il cardinale Gian Pietro Carafa aveva sollecitato papa Clemente VII ad agire con la massima urgenza davanti ad una situazione ormai insostenibile che vedeva una larga penetrazione delle nuove idee religiose nella Penisola.

Dieci anni dopo, nel 1542, Paolo III affidò allo stesso Carafa e al cardinale Girolamo Aleandro il compito di riorganizzare l’Inquisizione mediante l’istituzione di una apposita congregazione cardinalizia che vigilasse sull’operato dei tribunali locali. Fondamentale, anche nel caso dell’Inquisizione romana, fu l’appoggio degli ordini religiosi, tra cui francescani e, in particolare, i domenicani.

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