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I fuochi di San Sebastiano martire in Sardegna

Una tradizione antichissima, che anno dopo anno si rinnova in molti centri dell’isola con i celebri falò in onore di San Sebastiano martire. Meno conosciuti rispetto a quelli del 16-17 Gennaio in onore di Sant’Antonio Abate, i fuochi di San Sebastiano sono diffusi soprattutto nel sud dell’isola.

La festa di Sant’Antonio è una delle più conosciute e diffuse nei centri della Sardegna: sono circa una sessantina i paesi che tra il 16 e il 17 gennaio accendono i fuochi rituali per rendere omaggio e festeggiare “Sant’Antoni ‘e su fogu”.

Però i fuochi in onore di Sant’Antonio non sono i soli nel mese di gennaio. Infatti, in molti centri, è ancora viva l’usanza de “Su fogadoni o su fogaroni de Santu Srebestianu”: il fuoco di San sebastiano che si festeggia tra il 19 e il 24 gennaio. 

Tale ricorrenza è diffusa nei centri del sud Sardegna, ma anche in numerosi centri del centro e del nord. E anche qui è il fuoco a essere al centro del rito. 

La raccolta e la preparazione della legna inizia diversi giorni prima, grazie alle confraternite e ai comitati che organizzano i fuochi nel sagrato delle chiese o nei vari quartieri.

San Sebastiano in un dipinto del Sodoma, custodito alla Galleria degli Uffizi

Ad occuparsi della raccolta e del trasporto della legna sono “is carradoris”, gli abitanti dei vari paesi che nelle settimane precedenti accumulano le varie cataste. L’accensione del fuoco si lega alla tradizionale benedizione del parroco, seguita da canti, danze e Brindisi, che mescolano ancora una volta elementi sacri ed elementi profani.

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